CONFERENZA STAMPA DI LANCIO DEL LIBRO La Via italiana dello Stoccafisso

Giu / 09

CONFERENZA STAMPA DI LANCIO DEL LIBRO La Via italiana dello Stoccafisso

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Presentazione libro “La Via italiana dello Stoccafisso” edizioni LYRIKS a cura dell’Accademia dello Stoccafisso di Calabria

Sua maestà il merluzzo atlantico, sovrano delle isole vichinghe Lofoten: la sua storia e i suoi rapporti con la dieta mediterranea dichiarata dall’UNESCO patrimonio scientifico e culturale dell’umanità.

LIBRO LA VIA ITALIANA DELLO STOCCAFISSO


In uscita per le edizioni LYRIKS il pregiato libro “La Via italiana dello Stoccafisso”, per la collana Identità/Gastronomica, commissionato dall’Accademia dello Stoccafisso di Calabria intorno alle circostanze storiche relative all’introduzione di sua maestà lo stoccafisso nel Sud Italia.

La presentazione del volume per la stampa si terrà giovedì 17 giugno 2021 ore 11:00 presso Palazzo Alvaro, Piazza Italia sede della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Dopo i saluti istituzionali del dott. Filippo Quartuccio delegato alla cultura per la Città Metropolitana e dello chef Enzo Cannatà presidente dell’Accademia dello Stoccafisso di Calabria, interverranno i co-autori del libro: prof. Ludovico Montebianco Abenavoli dell’Università Magna Graecia di Catanzaro; arch. Antonio Longo già sindaco di Mammola; dott. Rosario Previtera agronomo ed esperto di sviluppo locale e promotore della Nutraceutical Academy. Seguiranno gli interventi dei rappresentanti istituzionali partner della pubblicazione. Modera la presentazione Nino Cannatà curatore del libro.


Si tratta di un libro affascinante, riccamente illustrato, presentato in anteprima al festival “Tipicità” di Fermo lo scorso dicembre, che tra storia, scienza e gastronomia dipana la storia di un alimento che, proveniente dai gelidi mari nordici, si è via via diffuso come cibo europeo delle classi meno agiate divenendo anche parte integrante della dieta mediterranea. 

Comunemente si sostiene che fu il veneziano Pietro Querini, in seguito al naufragio della sua nave sulle Isole Lofoten, a portare lo stoccafisso nel nostro Paese nel 1432. Ciononostante diversi indizi, finora non sufficientemente considerati, suggeriscono di datarne l’introduzione ben prima del XV secolo, collocandola all’altro capo della penisola. La ricerca che ha portato alla pubblicazione “La via italiana dello Stoccafisso” si propone di ricostruire, pur sulla base di una documentazione fin qui frammentaria, una diversa ricostruzione aggiornata ai nostri giorni. Infatti le testimonianze in epoca di I e II Crociata, raccontano di impressionanti quantità di merluzzo secco stipato nelle stive delle navi che dai porti dell’Italia Meridionale partivano verso la Terra Santa.
Come sottolinea nell’introduzione lo chef Enzo Cannatà, il libro nasce da una “ricerca collettiva e pluridisciplinare, che stravolge la storia del lungo viaggio dello stoccafisso in Europa e in Italia, anticipandone di alcuni secoli il suo arrivo e collocandone il primo approdo proprio lungo le coste tirreniche del Sud Italia, grazie a quel popolo di “barbari geniali” che furono i Normanni, discendenti dei valorosi Vichinghi”, cioè gli “inventori” del metodo di conservazione del merluzzo tramite essiccazione dal quale lo stoccafisso deriva. 

“La Via italiana dello Stoccafisso – scrive da storico Saverio Montebianco Abenavoli nella dotta relazione contenuta nel volume – è inequivocabilmente e con estrema chiarezza documentata dalla storia delle nostre regioni del Sud: Campania, Calabria e Sicilia. Numerosi storici e molte evidenze scientifiche testimoniano senza ombra di dubbio l’uso del merluzzo nell’Italia Meridionale al tempo della conquista normanna e nell’epoca di Federico II. La “carta geografica” dell’irradiazione dell’uso del pescestocco in Europa e nell’Italia meridionale è perfettamente sovrapponibile alla “carta storica” della conquista dei Vichinghi e dei loro discendenti, i Normanni, nei suddetti paesi e pertanto rivela chiaramente le origini del suo consumo e della sua diffusione”. 

Ricorda ancora Abenavoli, come: “In continuità con l’Europa Normanna, le regioni meridionali d’Italia conquistate dai Normanni, conservarono le stesse abitudini alimentari con l’uso del pescestocco vichingo anche nelle successive epoche angioine, aragonesi e borboniche, tanto che l’Italia Meridionale ancora oggi è la principale importatrice di stoccafisso, e tale primato è in stretto rapporto e con evidente certezza con la conquista dell’Italia meridionale da parte dei Normanni nei secoli XI e XII”.
Come nota Otello Fabris, autore della più importante monografia sull’argomento, “Certamente c’è moltissimo da esplorare negli archivi delle regioni dei regni di Napoli e della Sicilia, alla luce delle denominazioni antiche del nostro pesce”, ma il primo passo, quello decisivo, è stato compiuto.

La Via Italiana dello Stoccafisso potrebbe poi senz’altro rappresentare un ideale contenitore e un volano di nuovo turismo culturale e gastronomico, con un fil rouge che è già tracciato e aperto dalla Calabria con i Paesi scandinavi e quelli del nord Europa, tradizionalmente aree di forte interesse per il nostro territorio. Occorre ora, per così dire, ‘cavalcare” la popolarità di un alimento ritenuto tra i più salubri e toccasana, nonchè piatto ‘mediterraneo’ per eccellenza, e come si è visto, anche piatto calabrese di tradizione, il cui impiego variegato in cucina e la cui promozione potrebbero costituire fattori attrattivi in grado di ampliare il flusso di turisti dell’enogastronomia ma anche di viaggiatori differentemente motivati verso la Calabria”.

A chi si chiedesse com’è nato un libro così originale, risponde il curatore Nino Cannatà, regista e scenografo oltre che Vicepresidente dell’Accademia dello Stoccafisso di Calabria: “La via italiana dello Stoccafisso” prima ancora di diventare un libro, è “un progetto partito da lontano, che ha percorso idealmente l’Europa, dalla Norvegia alla Calabria, fino al centro del Mediterraneo. L’idea, nata con la “Dichiarazione di Portonovo” (Ancona, 15 agosto 2015) e sottoscritta dalle confraternite, dalle accademie e dalle associazioni che hanno deciso di valorizzare lo stoccafisso in un’unica rete nazionale ha preso forma ed è cresciuta anche in Calabria grazie all’omonima conferenza che, svoltasi il 16 giugno 2019 presso la Villa Academy di Cittanova (RC). Un’iniziativa culturale e, naturalmente, anche gastronomica, in cui lo stocco, grazie alle sue caratteristiche nutrizionali e nutraceutiche, è stato riconosciuto come alimento cardine della dieta mediterranea e come fattore culturale che ha orientato l’alimentazione e la cultura alimentare già mille anni or sono”.

Grazie alla partecipazione degli illustri ospiti e qualificati relatori, sono confluiti nel volume i contributi di: Saverio Montebianco Abenavoli, già Direttore emerito del’U.O.C. di Epatologia del Policlinico Universitario di Germaneto (Catanzaro), autore di diversi saggi storici, che riscopre l’introduzione dello stoccafisso nel sud Italia grazie all’avvento dei Normanni, diretti discendenti dei Vichinghi; Otello Fabris, storico della gastronomia del Medioevo e del Rinascimento, autore della più importante ricognizione italiana sullo stoccafisso; Antonio Longo, già sindaco di Mammola (RC), autore di un recente volumetto sullo stocco mammolese; Ludovico Montebianco Abenavoli, autore di numerose ricerche scientifiche, professore di Gastroenterologia presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro; Rosario Previtera, agronomo ed esperto di sviluppo locale e delle filiere agroalimentari multiregionali, fondatore della Nutraceutical Academy. Presentazione, premessa e introduzione sono, rispettivamente, di Trym Eidem Gundersen, Direttore Italia del Norwegian Seafood Council, di Bruno Gambacorta, giornalista RAI, ideatore e conduttore di Eat Parade, e dello chef Enzo Cannatà, Presidente dell’Accademia dello Stoccafisso di Calabria.

Trym Eidem Gundersen, ringraziando l’Accademia dello Stoccafisso di Calabria per il prezioso contributo nel custodire e diffondere la tradizione di questo prodotto ittico nel Sud Italia, sottolinea come il suo commercio abbia dato vita a profondi legami tra il nostro Paese e la Norvegia. 

Per Bruno Gambacorta, infine, il libro presenta una interessantissima visione, sull’epoca e sulle modalità dell’approdo del pescestocco nella nostra penisola.

Il volume, utile strumento di conoscenza, racconta “il leggendario percorso culturale, scientifico e gastronomico del prezioso merluzzo atlantico lungo il Belpaese fin dalle incursioni normanne nel Sud Italia”e rappresenta un primo momento di confronto e di studio delle fonti più remote per recuperare e rafforzare la stretta relazione tra storia, territorio, tradizione, cultura gastronomica e dimensione identitaria di un cibo che, come pochi altri, è stato “risorsa di civiltà” e ingrediente di un’alimentazione che ha accomunato e accomuna ancora oggi molti dei popoli che si affacciano sul Mediterraneo.


La pubblicazione è stata realizzata con il patrocinio del Norwegian Seafood Council, del Seafood From Norway, della città Metropolitana di Reggio Calabria, della Camera di Commercio di Reggio Calabria, del FLAG dello Stretto Area Tirreno 2, del Comune di Cittanova e del Comune di Mammola. Grazie al sostegno di Stocco & Stocco, dell’Oleificio Fratelli Carbone, dell’Azienda Vinicola Tramontana e con il supporto de La VILLA Academy, di Cook in Med, dalla Nutraceutical Academy e, infine, dall’Associazione Culturale Magna Grecia – Pieve Emanuele.

Accademia dello Stoccafisso di Calabria
via Vincenzo Zito, 85
89022 Cittanova  (RC)

www.accademiadellostoccafisso.it